Come ottenere lo sfocato nelle fotografie

Come ottenere lo sfocato nelle fotografie

sfocato

Ottenere lo sfocato in una foto spesso permette di farla sembrare più professionale o più artistica.

Non è insolito che una foto con un soggetto bene a fuoco e lo sfondo sfocato risulti istintivamente più bella rispetto a una foto che inquadra la medesima scena mantenendo tutti i piani completamente a fuoco (questo succede quando lo sfondo non deve contribuire attivamente alla foto).

Oltre a questo aspetto istintivo, lo sfocato contribuisce a creare foto migliori in diversi modi, tra i quali:

  • aiuta a isolare il soggetto a fuoco, grazie a uno sfondo sfocato, concentrando l’attenzione su di esso (un esempio canonico sono i ritratti);
  • permette di nascondere uno sfondo brutto, quando non è possibile farlo cambiando prospettiva;
  • conduce lo sguardo dell’osservatore “all’interno” della fotografia, soprattutto quando gli elementi più vicini all’osservatore sono sfocati (pensiamo, ad esempio, alla foto ravvicinata di una pagina su cui una penna sta scorrendo e in cui il testo già scritto è sfocato);
  • può aggiungere un senso di mistero, un’atmosfera rarefatta alla fotografia;
  • le fonti di luce sfocate assumono la forma di cerchi, ovali oppure poligoni che creano uno sfondo molto piacevole.

Lo sfocato (bokeh, in inglese) si manifesta in presenza di una profondità di campo ridotta. Abbiamo parlato della profondità di campo nell’articolo riguardante l’apertura.

Esistono leggi fisiche che permettono di calcolare la profondità di campo in base a diversi parametri.

Per ora, a noi basta sapere che i fattori che più contribuiscono a introdurre e controllare lo sfocato in una foto sono quattro:

  • apertura ampia,
  • lunghezza focale elevata,
  • distanza dell’obiettivo dal soggetto ridotta,
  • distanza del soggetto dallo sfondo ampia.

Questi fattori ovviamente interagiscono tra loro. Ad esempio, se utilizziamo un’apertura molto ampia, ma la distanza tra l’obiettivo e tutti i soggetti inquadrati è la medesima, non avremo nessuna porzione della foto sfocata.

Nei prossimi paragrafi, vediamo in dettaglio come agire su questi fattori per ottenere e controllare lo sfocato.

Apertura

Abbiamo parlato approfonditamente dell’apertura in un altro articolo.

I valori di apertura che dobbiamo usare per ottenere lo sfocato sono quelli che vanno da f/4 in giù: più basso è il valore, maggiore è la porzione di fotografia che risulterà sfocata (poiché la profondità di campo sarà minore).

Con i valori più bassi, quelli inferiori a f/2, può accadere che gran parte della foto risulti sfocata. Per esempio, in un ritratto scattato a f/1.8 da posizione molto ravvicinata, si potrebbe avere un occhio a fuoco e l’altro no, a seconda dell’angolazione da cui si fotografa.

In questi casi è necessario stare molto attenti a dove si posiziona il punto di messa a fuoco, in maniera da evidenziare correttamente il soggetto della foto.

Come abbiamo visto nell’articolo riguardante lunghezza focale e apertura, la massima apertura raggiungibile da un obiettivo zoom è pari a f/2.8. Per scendere più in basso è necessario acquistare obiettivi a focale fissa. A parità di lunghezza focale, obiettivi con apertura maggiore sono solitamente più costosi.

My wife, daydreaming

Foto scattata con lunghezza focale pari a 300 mm: puoi notare lo sfondo sfocato e indistinto.

Lunghezza focale

Se si usano lunghezze focali inferiori ai 70 mm, a meno di non scattare a distanze molto ravvicinate (poche decine di centimetri) dal soggetto, sarà difficile introdurre lo sfocato delle nostre fotografie.

Man mano che si avanza oltre i 70 mm, soprattutto quando si raggiungono i 200 mm, i 300 mm o più, sarà sempre più facile ottenere uno sfondo sfocato.

Ad esempio, i fotografi sportivi impiegano obiettivi con lunghezza focale fissa di 300 mm e anche 400 mm, che permettono loro di isolare perfettamente gli atleti pur trovandosi a molti metri di distanza.

Baden Cooke (Orica Green Edge) by torbus, on Flickr
Creative Commons Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.0 Generic License   by  torbus 

Distanza dell’obiettivo dal soggetto e distanza del soggetto dallo sfondo

Queste due distanze interagiscono tra loro nel determinare quanta parte della scena inquadrata risulterà sfocata.

Più il punto di messa a fuoco è vicino all’obiettivo, più probabilmente lo sfondo risulterà sfocato. Ma, se lo sfondo si trova a poca distanza dal soggetto, esso risulterà sfocato solo se l’apertura sarà molto ampia.

Per esempio, nella foto qui sotto, parte del piatto di cous cous risulta sfocata poiché il valore dell’apertura è pari a f/2.2 e il punto di messa a fuoco è distante dall’obiettivo circa 30 cm. In questo caso, la lunghezza focale è pari a 35 mm, se avessi impiegato una lunghezza focale molto maggiore (per esempio superiore a 100 mm) avrei potuto stare più lontano.

Nel ritratto, invece, ho usato un’apertura pari a f/5.6, quindi non molto ampia. Inoltre, mi trovavo ad un paio di metri da mia moglie. Però ho impiegato una lunghezza focale molto elevata, 300 mm, ottenendo uno sfondo sfocato indistinto da cui il volto è completamente isolato.

È buona prassi, quando vogliamo scattare una foto con un singolo punto d’interesse (non un paesaggio, ad esempio), cercare di posizionarsi sempre il più vicino possibile al soggetto che vogliamo fotografare (compatibilmente con la porzione di scena da inquadrare, ovviamente).

In questo modo, avremo più possibilità di scelta per i valori di apertura e lunghezza focale.

Man mano che ci allontaniamo, se vogliamo ottenere un buon sfocato, saremo costretti ad utilizzare valori di lunghezza focale sempre più alti e valori di apertura sempre più bassi.

Conclusioni

È indispensabile conoscere precisamente quali sono le possibilità che il nostro equipaggiamento fornisce, per essere sempre in grado di controllare lo sfocato nelle nostre foto, senza dover andare per tentativi.

Tenendo presenti i fattori appena descritti è possibile fare degli esercizi, degli esperimenti che ci forniscano questa conoscenza.

Se ci troviamo in casa, possiamo usare degli oggetti di piccole dimensioni, come ad esempio dei soprammobili, e provare a fotografarli variando la nostra distanza dell’oggetto messo a fuoco, la distanza tra esso e il resto degli oggetti, l’apertura e la lunghezza focale.

Confrontando tra loro le varie fotografie e sapendo come sono state scattate, potremo abituarci a prevedere in ogni situazione quanta parte della foto risulterà sfocata. Lo stesso esercizio si può ripetere all’aperto, avendo cura di trovare le giuste inquadrature.

Quanto scritto in questo articolo dovrebbe essere sufficiente per avere un maggiore controllo sullo sfocato nelle fotografie. Se qualcosa non è chiaro, se continui a provare senza ottenere i risultati che desideri, condividi pure i tuoi dubbi nel sezione di commenti.

IL NOSTRO COMMENTO: Bello articolo! Lo sfocato è bello ma occorre saperlo fare. Bisogna esercitarsi parecchio e giocare con la luce, con  la distanza del soggetto e la lunghezza focale. Esercitatevi! Un bello sfocato (bokeh) mette in risalto il soggetto e conferisce alla fotografia un aspetto quasi surreale. Non fate la cazzata di fare lo sfocato col fotoritocco. Non imparerete mai a farlo con la macchina.

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Categorie:Fotografia

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