Canon G3X

Anteprima Canon G3X: il super zoom c’è, la qualità anche

di Roberto Pezzali – 09/07/2015

Fonte e link: http://www.dday.it/redazione/17020/anteprima-canon-g3x-il-super-zoom-ce-la-qualita-anche

Fonte e link video: techviews

 

Abbiamo avuto modo di provare a Expo la nuova Canon G3 X: il prezzo è importante, ma lo zoom da 600 mm non è facile da trovare accoppiato ad un grande sensore. Ecco le impressioni e le foto realizzate.
Ti piace usare lo zoom? Sul mercato esistono moltissime fotocamere dotate di un ingrandimento super, ma per poter montare un obiettivo così spinto spesso si deve adottare anche un sensore di dimensioni minuscole, con tutto quello che questa scelta comporta. Canon ha da poco lanciato la G3 X completando una terna alla quale appartengono anche la G1 X Mark II e la G7 X presentata a Colonia al Photokina. “X” per la serie Powershot identifica i prodotto top, e questa G3X con i suoi quasi 1000 euro di prezzo non è certo equiparabile alle normali bridge che costano un terzo. La G3 X è una macchina davvero curiosa, e abbiamo avuto modo di provarla tra i padiglioni di Expo per poter saggiare quella che è la sua caratteristica principe, lo zoom che arriva a 600 mm partendo da un 28 mm F2.8. Il tutto, ed è bene ricordarlo, con un sensore da 1” e 20 megapixel derivato probabilmente da quello usato anche sulla G7X.
La G3 X è una macchina che non ha molti rivali sul mercato, anche se forse il modello che più gli assomiglia è la FZ1000 Panasonic, che vanta però un 25-400 F2.8 – F4, riprende in 4K e ha pure un mirino ottico. Sotto il profilo costruttivo Canon dimostra ancora una volta di sapere il fatto suo: la G3 X non è ovviamente (e non può nemmeno esserlo) piccola nelle dimensioni ma ha una buona impugnatura e un buon bilanciamento centrale anche con l’obiettivo alla massima escursione.
Il corpo è totalmente in lega di magnesio, e Canon ha pensato bene di adottare lo stesso livello di protezione da polvere e umidità della EOS 70D: non è tropicalizzata come le ammiraglie della serie EOS, ma si può tranquillamente usare per scattare in situazioni particolari senza troppe preoccupazioni. Abbiamo apprezzato della G3 X il buon grip e l’ergonomia, ma soprattutto il controllo dell’esposizione a portata di pollice: una macchina come questa non è fatta per essere utilizzata in automatico, anche se Canon ha ugualmente lasciato tutti gli effetti e le modalità di scatto selezionabili dalla ghiera dei modi.
L’obiettivo è parte importante della fotocamera: l’impugnatura è quella classica di una reflex o di una mirrorless, con l’accorgimento però di usare la grossa ghiera, anche lei in magnesio, per gestire solo la messa a fuoco manuale o le altre funzioni personalizzabili. Lo zoom, che solitamente in una macchina di questo tipo si regola proprio dalla ghiera sull’ottica, è invece motorizzato e ha il suo bilanciere dedicato.
Come abbiamo già detto l’ottica è il pezzo forte di questa fotocamera ed è un 25x 24-600mm f/2.8-5.6 con diaframma a 9 lamelle e stabilizzatore a 5 assi. Canon ci ha confermato di aver lavorato moltissimo su questo particolare obiettivo spostando anche lo stabilizzatore sul secondo gruppo di lenti, ed effettivamente scuotendo un po’ la macchina si avverte il “toc” del gruppo mobile stabilizzato che oscilla toccando le pareti. Il valore dell’apertura in realtà va un po’ preso con le molle: è vero che Canon dichiara F2.8 – F5.6, ma a 46 mm già siamo ad F4 e da 164 mm siamo ad F5.6. La massima apertura l’abbiamo solo da 24 a 46 mm, quindi a parità di sensore la FZ1000 è sicuramente più luminosa e ci permette di utilizzare anche tempi più rapidi a parità di ISO. La G3 X in ogni caso non si comporta male quando c’è poca luce, regge bene gli alti iso, ma ovviamente lo scatto in queste condizioni non è il suo pane: fotografia naturalistica, caccia fotografica, scatto sportivo sono il target perfetto oltre al macro e alle applicazioni all-round.
Dopo aver scattato alcune foto ci siamo resi conto che forse Canon avrebbe potuto mettere il mirino: utilizzare un 600 mm, seppur stabilizzato, è più semplice se forniamo un terzo punto di appoggio e soprattutto se inquadriamo a occhio. Il mirino si può montare, è un optional e costa anche lui caro, quasi un terzo della macchina. Nel nostro giro ad Expo comunque abbiamo volutamente provato la macchina senza mirino perché così viene venduta e così probabilmente chi la compra la userà, e l’unica difficoltà è stata appunto la gestione delle massime distanze focali dove anche lo stabilizzatore, comunque eccellente, non aiuta a mantenere l’inquadratura fermissima.
Canon sulla G3 X ha sperimentato anche un nuovo tipo di schermo: è più ampio, 3.2”, ha 1.6 milioni di punti ed è molto più luminoso, cosa che sicuramente aiuta non poco. Ci è piaciuto soprattutto per la messa a fuoco manuale (i pixel in più aiutano), ma come già scritto altre volte non ci è dispiaciuto neppure il touch to focus.
La messa a fuoco è forse l’unico elemento che va un po’ corretto: su soggetti nitidi, per essere a ricerca di contrasto, è decisamente precisa anche in condizioni di scarsa luminosità (ad esempio dentro i padiglioni), ma a distanza ravvicinata, volendo fare qualche foto ad effetto con sfondo sfocato, non sempre aggancia il soggetto in primo piano preferendo lo sfondo. In questo caso il suggerimento è di forzare il punto centrale, oppure di procedere con la messa a fuoco manuale tramite la ghiera sull’obiettivo e con l’aiuto del focus peak. Non abbiamo avuto modo di provare la modalità video: qui la G3 X registra fino a 1080p e 60 fps ed è dotata oltre che dell’ingresso microfono anche dell’uscita cuffie. Canon non l’ha mai messa praticamente su nessuna fotocamera che non sia espressamente dedicata al video: possiamo urlare alleluia.
Oltre all’uscita cuffie c’è anche l’uscita HDMI pulita: difficile che qualcuno usi la G3 X con un registratore HDMI esterno, tuttavia questa possibilità è contemplata. Non mancano, infine, NFC per facilitare il pairing con lo smartphone e il wi-fi per la connettività. Abbiamo scattato una serie di immagini che condividiamo lasciando anche l’originale: come si può vedere nonostante lo zoom la qualità è notevole anche a 600 mm, e questa forse è la cosa che un po’ preoccupava tutti. Inoltre l’obiettivo permette una gestione dell’effetto “bokeh” notevole: in questo caso è rappresentativa la foto ai giochi di legno del padiglione del Giappone, con uno stacco netto tra fuoco e sfocato.
La G3X è un’ottima fotocamera dedicata ad un pubblico comunque particolare: l’obiettivo, per quanto non sia il massimo della luminosità, è comunque versatile e offre scatti di qualità anche alla massima estensione.
L’alternativa è la FZ1000, ha il mirino, un obiettivo più luminoso e costa meno, ma la G3X ha però quei 200mm in più che per qualcuno potrebbero fare la differenza.
IL NOSTRO COMMENTO: Trattasi di un compatta al prezzo di quasi 1.000 Euro. Secondo Noi il prezzo è elevato per una bridge anche se con obiettivo fino a 600mm. Il fatto poi che non disponga di mirino la penalizza non poco. Non ha neanche i video a 4K. Solo per i 600mm la scelta è da valutare!

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Categorie:CANON

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